Nel 148 a.C. i nuovi consoli furono inviati in Africa ma si rivelarono ancora più incapaci dei predecessori. 1 Il riconoscimento delle rispettive sfere d’influenza sarebbe stato sancito dal terzo trattato (306 a.C.), il cosiddetto “Trattato di Filino”, la cui storicità è tuttavia discussa: la sua esistenza è infatti testimoniata solo dallo storico Filino di Agrigento (fine III secolo a.C.) e negata invece dallo storico greco Polibio (metà II secolo a.C.). Flaminio, di temperamento particolarmente bellicoso, si mise allora ad inseguire i nemici, ma fu così attirato da Annibale in una trappola mortale presso il lago Trasimeno. 55' Introduzione . Cartagine e le guerre puniche: riassunto LA PRIMA GUERRA PUNICA I Cartaginesi non accettano e si preparano a resistere ad ogni costo e durante una battaglia vicino a Tunisi sconfiggono i … Specularmente, Siface era alleato di Roma e finì la guerra come alleato di Cartagine. Lo stesso console fu fatto prigioniero e secondo la tradizione fu inviato dai Cartaginesi a Roma per offrire condizioni di pace, ma con la promessa, se i negoziati fossero falliti, di ritornare in Africa. Questa guerra è quella che ha reso celebre Annibale, uno dei più agguerriti avversari che Roma abbia mai dovuto affrontare, in Italia infatti non fu mai sconfitto. L'antica comunità di intenti, basata sulla simmetria degli interessi (terrestri per Roma, navali per Cartagine) cessò all'improvviso. Da quel momento in avanti ogni espressione di malcontento e ogni infrazione dei patti siglati, anche se pienamente giustificata dalle situazioni contingenti, fu punita con severità. Dalle origini alla tarda antichità; Autore. Le sue legioni erano vittoriose da secoli nelle terre italiche ma non esisteva una Marina (la prima grande flotta fu costruita dopo la Battaglia di Agrigento del 261 a.C.). «Nè mai tra queste genti Nell'intervallo di tempo fra la prima e la seconda guerra punica, Cartagine dovette subire e reprimere una rivolta delle truppe mercenarie che aveva impiegato. Con le fiamme e col ferro assalga e spenga Cornelis Cels, Marco Atilio Regolo fa ritorno a Cartagine (1791). Gli insuccessi romani resero audaci i cartaginesi, Asdrubale prese il potere con un colpo di Stato e ordinò di esporre sulle mura i prigionieri orrendamente mutilati. Roma chiese a Cartagine di sconfessare Annibale. Nuovi equilibri politici tra Roma e Cartagine (200-151 a.C.). Postosi a capo di una piccola forza (10.000 uomini e 70 elefanti), egli si diresse per prima cosa verso Utica, in un nuovo tentativo di rompere l’assedio ribelle. 4 L’indifferenza mostrata dal Senato di fronte alle continue richieste dei Saguntini di liberarli dall’assedio dei Cartaginesi rimase per sempre una “macchia” sull’onore di Roma difficile da eliminare per la storiografia romana. La città punica si vide costretta a richiamare Annibale che rientrò in patria dopo 34 anni di assenza. All’inizio del 215 a.C. venne inoltre a mancare Gerone di Siracusa, che dal 263 a.C. aveva sempre mantenuto fede alla sua alleanza con Roma e il trono passò al nipote Ieronimo il quale dimostrò da subito di nutrire sentimenti filo-cartaginesi. Il problema era qui rappresentato dal fatto che i confini tra i due Stati (la Numidia e Cartagine) non erano mai stati fissati in modo preciso e negli anni che seguirono la fine della guerra annibalica Massinissa sfruttò proprio questa circostanza per impadronirsi a suo piacimento dei territori che più gli aggradavano. Le zone d’influenza romana e cartaginese riconosciute implicitamente con il trattato dell’Ebro (226 a.C.). Deciso quindi a riprendere il progetto sognato dal padre - quello di una guerra di rivincita su Roma - Annibale s’impegnò, tra il 221 e il 220 a.C. a sottomettere a Cartagine tutte le popolazioni iberiche situate a sud del fiume Ebro, dimostrando già da questi primi scontri di essere in possesso di uno straordinario genio militare.Le campagne condotte da Annibale finirono per mettere in allarme Sagunto, timorosa, e a ragione, che prima o poi il Barcide avrebbe rotto gli indugi con i Romani lanciando contro di essa un vigoroso attacco. Dall’altra, tuttavia, in molti erano convinti che un intervento si rendesse necessario per arginare l’espansione cartaginese in Sicilia e impedire una pericolosa escalation: la conquista di Messina avrebbe infatti fornito ai Cartaginesi un’ottima base non solo per completare la conquista dell’isola, ma per lanciare in futuro un’offensiva sul territorio italico.Alla fine, vista l’indecisione del Senato, la questione fu risolta dal popolo, il quale, attirato dalle prospettive di guadagno offerte da una guerra in un territorio ricco come quello siciliano, votò per inviare a Messina un contingente armato. Scipione era in effetti una personalità anomala nel panorama politico romano. La maggior parte della prima guerra punica, comprese le battaglie più decisive, fu combattuta in mare, uno spazio ben noto alle flotte cartaginesi. Alla “linea dura” di Catone si opponeva infatti quella di Scipione Nasica, cugino dell’Africano, il quale sosteneva convintamente la necessità di mantenere in vita l’antica rivale. I Romani tuttavia non si fecero intimidire e Annibale, constatata una volta di più l’impossibilità di assalire la città, fece marcia indietro ritirandosi in Lucania (Calabria). Legenda: 1) accampamento di Annibale; 2) cavalleria numidica; 3) fanteria cartaginese; 4) reparto cartaginese nascosto nel bosco; 5) fiume Trebbia; 6) cavalleria romana; 7) fanteria romana; 8) accampamento romano; 9) fiume Po; 0) città di Piacenza. Roma aveva combattuto aspre guerre con queste popolazioni per tutto il IV e la prima parte del III secolo a.C., fino a quando, nel 268 a.C. non era stata raggiunta una tregua che aveva garantito più di un trentennio di pace. Nel 260 a.C. il console Caio Duilio sfidò quindi a battaglia i Cartaginesi e al largo di Milazzo i Romani riportarono una netta vittoria. Anche sul piano militare Scipione si proponeva come un deciso “innovatore”. A quest’animo eguali: i liti ai liti La prima guerra punica (264 a.C. - 241 a.C.) fu principalmente una guerra navale. Il popolo cartaginese si ribellò; furono uccisi tutti gli italici presenti in città, furono liberati gli schiavi per avere aiuto nella difesa, furono richiamati Asdrubale e altri esuli, fu chiesta una moratoria di 30 giorni per inviare una delegazione a Roma. La rottura dei patti fornì Roma di un pretesto perfetto per poter intervenire e dichiarò guerra all'eterna rivale. Roma mosse la sua diplomazia e le sue legioni riuscendo a fermare i Macedoni senza grandi sforzi e aiutata dal re di Pergamo. Continuando ad avanzare in colonna Amilcare fece credere ai nemici di essere ormai prossimo a compiere una ritirata, ma quando questi ultimi si lanciarono disordinatamente all’attacco, il generale punico fece compiere ai suoi uomini un’improvvisa rotazione, opponendo in questo modo ai nemici un fronte estremamente compatto. Nel frattempo defezionavano da Cartagine anche Utica e Ippona, così come i mercenari lasciati in Sardegna. Nel 193 a.C. Massinissa occupò Emporia e il Senato romano inviò a Cartagine una delegazione; nel 174 a.C. occupò Tisca e Roma inviò Catone alla guida di un'altra commissione; ancora, il re numida occupò Oroscopa. Gli ambasciatori romani intimarono alla regina di interrompere le attività piratesche, ma Teuta eluse le minacce romane affermando di non essere in grado di controllare le azioni dei suoi corsari. Resti delle mura “serviane” nei pressi della Stazione Termini (Roma). Nel 264 a.C. il comandante siracusano Gerone riuscì tuttavia a infliggere ai Mamertini una pesante sconfitta presso il fiume Longano. Già da diversi decenni i mercanti romani e italici (negotiatores) intrattenevano proficui scambi commerciali con le comunità greche affacciate sull’altra sponda del mare Adriatico. Si è sostenuto che l’intervento in Africa fosse diretto, più che a distruggere la città punica, a evitare che essa finisse nelle mani di Massinissa. Il rischio per Roma era che Cartagine, troppo indebolita, cadesse preda della Numidia. Tra il 237 e il 230 a.C. le legioni furono costantemente impegnate nel difficile tentativo di assicurare il controllo della Sardegna e della Corsica, dove le popolazioni locali offrivano una tenace resistenza alla penetrazione romana.Nel 229 a.C. fu la volta dell’Illiria. Storia antica — Guerre Puniche e Cartagine: riassunto della prima, seconda e terza guerra punica, le lotte della plebe, i tribuni della plebe, l'espansione cartaginese in Spagna, Annibale in Italia, la riscossa dei Romani, l'espansione verso oriente . Quando anche Asdrubale fu ucciso, l'esercito scelse come capo Annibale, ancora ventisettenne. Annibale partì dalla Spagna con un esercito di circa 50.000 uomini, 6.000 cavalieri e 37 elefanti. IntroduzioneNel 266 a.c. Roma ormai era una potenza economica e politica pronta alla conquista del Mediterraneo, ilprimo passo fu lo scontro contro cartagine, una città di origine Fenicia che i romani chiamavano Punici (Dal nome Guerre puniche) 2. La seconda guerra punica fu la seconda delle tre guerre puniche che furono combattute tra Roma e Cartagine anticamente. Nel 150 a.C. l'esasperata Cartagine, rompendo i patti, apprestò un esercito di 50.000 uomini cercando di riconquistare Oroscopa ma fu sconfitta. In questo contesto le tre guerre combattute tra Roma e Cartagine (264-241, 218-201, 149-146 a.C.) costituiscono un passo fondamentale: fu grazie a questi tre conflitti che Roma acquisì in modo definitivo la consapevolezza di poter ambire a un dominio universale; inoltre essi provocarono nella città una serie di trasformazioni politiche, sociali ed economiche destinate a ripercuotersi con forza nel periodo successivo. Teatro delle operazioni nella guerra dei mercenari. William Turner, Tempesta di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi (1812). Prima guerra punica (264 a.C. - 241 a.C.), Rivolta dei mercenari (dal 241 al 238 a.C.), Seconda guerra punica (218 a.C. - 202 a.C.), Terza guerra punica (149 a.C. - 146 a.C.), Per guerre puniche si intendono in generale le guerre e le battaglie che coinvolsero la città di, Trattato tra Annibale e Filippo V di Macedonia, Campagne contro i Caledoni di Antonino Pio, Guerre romano-sasanidi di Alessandro Severo, Campagne germanico-sarmatiche di Costantino, Storia delle campagne dell'esercito romano, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Guerre_puniche&oldid=116137982, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Lotta per l'egemonia in Sicilia e del Mediterraneo occidentale, Conquista della Sicilia dopo Capo Ecnomo e in seguito di Sardegna e Corsica (prima guerra), Conquista della Spagna meridionale e resa di Cartagine a Zama (seconda guerra), Acquisizione dell'Africa cartaginese e distruzione di Cartagine (terza guerra). Per quindici giorni i sopravvissuti impegnarono i Romani in una disperata battaglia per le strade della città, ma l'esito era scontato. Scipione in Africa e gli ultimi anni di guerra (205-201 a.C.). A turbare i Cartaginesi erano però i rapporti con il vicino regno di Numidia. I mercenari inviarono quindi una richiesta di aiuto ai Romani.A Roma la questione fu a lungo dibattuta dal Senato. Lo stesso Asdrubale rimase sul campo e la sua testa, raccolta dai consoli come macabro trofeo di guerra, fu portata ad Annibale a testimonianza che ogni tentativo di ricevere rinforzi era ormai illusorio.

Cartoni Animati Film, Flavio Aquilone Risata, Orchidea Stelo Giallo, Hush Film Streaming, Gianluca De Angelis Vita Privata, Manuale D'amore 3, Amleto Essere O Non Essere, La Caduta Di Babilonia Apocalisse, Charming Sicilia Hotel Sul Mare, Relazione Danni Da Fulmine, Orchidea Acqua E Limone,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *