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Dispositivi

Dispositivi incontrollati, neutralizzantesi a vicenda, dispositivi insicuri, sovraeccitati, allarmati, dispositivi funzionanti in un insieme macchina che non tollera feed-back, in cui l’autocorrezione cessa di operare.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Sequenze di immagini, flussi di suoni, di luce, di fonemi che vengono prodotti e dispersi da dispositivi non preposti al controllo della loro circolazione in un sistema, ma alla loro sregolazione al di la di esso.
Una macchina “cinema” (Kinēma, movimento) che non produce appunto movimento secondo uno statuto e che si muove a sua volta per ingranaggi incompatibili, funzionanti per discontinuità. Una macchina che non è possibile mettere in moto perché già mossa nella fuga lontano dalla stabilità dinamica dell’equilibrio.
Filmati prodotti in un luogo, l’Out-off, e non rappresentabili in un altrove simmetrico, nella linearità e nell’opposizione bipolare di proiettore-schermo rievocante la “realtà” attraverso il suo simulacro, ma ‘ripresentabili’ nell’attraversamento proprio di quei confini, di quelle pareti che ne sono oggetto. Al di là di un gioco di ri/produzione, i dispositivi della macchina producono: non opposizioni, ma connessioni asimmetriche di significanza, dissolvenze delle presenze oggettuali nella tra(s)parenza stessa delle immagini.
Ferruccio Ascari[/read]