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Elelisphatos
Vetro

Un segno fluido, luminoso, continuo, fa emergere da un fondo nero e vellutato dodici figure che si sviluppano longitudinalmente. occupando interamente il campo del foglio di carta.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Di esse l’autore dice, alludendo alle scritture misteriose che le attraversano, che sono corpi che portano segni, ne sono attraversati: segni di una topografia “corporale” e insieme “sottile”, “atlante anatomico” e insieme “mappe dell’altro mondo”. Allo Zodiaco come simbolo per se stesso e come insieme di simboli particolari esse sono collegate; ma allo Zodiaco qui ci si riferisce, più che altro, come al luogo delle corrispondenze, punto di congiunzione tra l’elemento terrestre e quello celeste dove, in una fuga all’infinito, qualcosa sta al posto di qualcos’altro. Dalla volta celeste che è la loro casa le dodici immagini sembrano dire che la separatezza è un’invenzione umana, che ogni cosa, anche la più minuscola, fa parte di un tutto da cui è inscindibile.[/read]

Elelisphatos. Bitume su lastre di vetro, 270×300 cm, 1987 [S0007]