2006 Omphalos – disegni

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Omphalos I

The idea of center as origin, the place from which infinite directions depart, or the infinitely small vanishing point, is found in the iron scultpure Omphalos,[read more=”Read More”less=”Read Less”]a series of ink drawings with the same title, and La freccia che colpisce il bersaglio vola per sempre, a sculpture in white terracotta whose four parts are, in turn, composed of a series of concentric sub-parts sloping towards the inside to form a sort of visual vortex. Omphalos is a word from ancient Greek meaning “navel,” but also umbilical cord, the center of the Earth. The omphalos is the center of the human body, but it is also, significantly, a scar that bears witness to the moment in which we were separated from the maternal body that hosted and generated us; it is the tangible sign of a separation, but also of the conquest of an independent life. The reference to the many meanings of this word emerges in two sculptures, one in iron and one in graphite, and their related drawings. In the sculptures the movement of expansion that starts at the center necessarily encounters a limit at the borders of the object, while in the drawings the lines that spread out from the center suggest a potentially infinite movement. Again in these works, it is not so much the natural, the living that is shown and represented. As the artist remarks in his writing, instead it is a question of “to act as nature would, which is also typical of the alchemical process. The alchemist is he who sets out not to reproduce a natural phenomenon in the laboratory, but to pro-duce processes of transmutation according to the ways of nature, attuning soul and body to its way of proceeding”.[/read]

Omphalos. Ink on paper, 2 sheets 66×102 cm each, 2006/2007 [D0042]

Omphalos. Ink on paper, 2 sheets 66×102 cm each, 2006/2007 [D0047]

Omphalos. Ink on braille paper, 51×34 cm, 2006/2007 [D0122]

Omphalos. Ink on braille paper, 51×34 cm, 2006/2007 [D0123]

Omphalos. Ink on paper, 3 sheets 66×102 cm each, 2006/2007 [D0039]

Omphalos. Ink on paper, 2 sheets 66×102 cm each, 2006/2007 [D0040]

2006 Metameria

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Metameria

Both Metameria, an iron sculpture composed of 23 parts, and Come fosse in ascolto, made of 21 parts in white terracotta, are organized on a plane, on a longitudinal axis,[read more=”Read More”less=”Read Less”]in order of decreasing size, symmetrical to a central element, or “in a rhythm of crescendo and diminuendo,” as the artist says, borrowing terms from the language of music. Both focus on the question of symmetry and its disruption, the dialectic between order as a principle of stability and disorder as a generative factor. Besides, both suggest similarities with imaginary organic structures, although there is no actual intention of mimicking reality: the point is not to represent – in the sense of re-producing – anything that exists, but to bring into being forms that reveal their shared belonging to an imaginary organic world. In Come fosse in ascolto there is a balance between the single parts that almost has a musical shape: from the low central note of the central element to the gradual ascent of pitch, in two opposite directions, towards the ends. The reference to sound in the title can also be connected with the form of the elements that make up the sculpture, which recall strange auricles and suggest the idea of a mysterious listening device.[/read]

Metameria. Iron , 24 elements, variable dimensions, 2006 [S00006]
Photos by Giovanni Ricci

2006 Omphalos – disegni

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Omphalos I

Attorno all’idea di centro come origine, luogo da cui dipartono infinite direzioni, o come fuga verso un punto infinitesimale, ruotano la scultura in ferro Omphalos,[read more=”Read More”less=”Read Less”]una serie di disegni a inchiostro con il medesimo titolo e La freccia che colpisce il bersaglio vola per sempre, scultura in terracotta bianca i cui quattro elementi sono a loro volta costituiti da una serie di sottoelementi concentrici digradanti verso l’interno a formare una sorta di vortice visivo. Omphalos è un termine appartenente ai greco antico che vuoi dire “ombelico”, ma anche “cordone ombelicale”, “centro della Terra”. L’omphalos è il centro del corpo umano, ma è anche, significativamente, una cicatrice che testimonia del momento in cui siamo stati separati dal corpo materno che ci ha ospitati e generati; esso è la traccia tangibile di una separazione, ma anche della conquista di una vita autonoma. li richiamo ai molti significati di questa parola è presente in due sculture, una in ferro e una in grafite, e nei disegni a esse correlati. Nelle sculture il movimento di espansione che si diparte dal centro trova, necessariamente, un suo limite nei confini dell’oggetto, mentre nei disegni le linee che si irradiano dal centro suggeriscono un movimento tendenzialmente infinito. Anche in questi lavori non è tanto il “naturale”, il vivente che viene rappresentato. Come sostiene l’artista in un suo scritto, si tratta piuttosto di “fare come la natura, come è tipico del processo aichemico. L’alchimista è colui che si propone non di ri-produrre in laboratorio un fenomeno naturale, ma di produrre processi di trasmutazione secondo i modi della natura, sintonizzandosi anima e corpo con il suo modo di procedere”.[/read]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0042]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0047]

Omphalos. Inchiostro su carta braille, 51×34 cm, 2006/2007 [D0122]

Omphalos. Inchiostro su carta braille, 51×34 cm, 2006/2007 [D0123]

Omphalos. Inchiostro su carta, 3 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0039]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0040]

2006 Metameria

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Metameria

Sia Metameria, scultura in ferro costituita da ventitre elementi, che Come fosse in ascolto, composta da ventuno elementi in terracotta bianca, si dispongono su di un piano lungo un asse longitudinale,[read more=”Read More”less=”Read Less”]in ordine decrescente e simmetrico rispetto all’elemento centrale da cui si dipartono o, come afferma l’artista con una espressione mutuata dal linguaggio musicale, “secondo un ritmo di crescendo e diminuendo”. Entrambe ruotano attorno alla questione della simmetria e della sua rottura, alla dialettica tra l’ordine come principio di stabilità e il disordine come fattore generativo. Sia l’una che l’altra suggeriscono analogie con immaginarie strutture organiche, benché in realtà sia qui assente ogni intenzione di tipo mimetico: non si tratta di rappresentare – nel senso di riprodurre – alcunché di esistente, ma di porre in essere forme che rivelano la loro comune appartenenza a un mondo organico immaginario. In Come fosse in ascolto si realizza un equilibrio tra le singole parti che ha un andamento quasi musicale: dalla nota grave dell’elemento mediano, al progressivo acutizzarsi, nelle due opposte direzioni, verso quelli terminali. Il riferimento al suono presente nel titolo è anche riconducibile alla forma degli elementi che compongono la scultura, che ricorda anomali padiglioni auricolari e suggerisce l’idea di un misterioso dispositivo per l’ascolto.[/read]

Metameria. Ferro, 24 elementi, dimensioni variabili, 2006 [S00006]
Fotografie di Giovanni Ricci