2015 Quiescente Obliqua I

×    

20
15

Quiescente
Obliqua
2015

The two videos – QO1 and QO2 – were made by Ferruccio Ascari from the visual and sound materials of the installation / dance-performance Quiescente Obliqua 1981-2015[read more=”Read More”less=”Read Less”]presented at the exhibition Light: Science Cinema Art promoted by the University of Parma in 2015, proclaimed by the UNESCO International Year of Light. Quiescente Obliqua was presented for the first time at the National Gallery of Modern Art in Rome in January 1981. The cornerstone of this work, exemplary of the climate of research of those years, is the interaction between different linguistic levels through the activation of a dense network of relationships between body movement, light, sound, and space. As in the 80’s, in this new version is on stage Gustavo Frigerio: his dancing body and his voice animate the score / architecture of luminous signs made by Ferruccio Ascari through the projection in the space of a set of slides obtained by drawing directly on the film: the projection ‘built’ a virtual environment. Visuals elements are intertwined to the suggestion of the voice work and the sound track produced, for this particular occasion, by the composer Nicola Ratti. These are also the fundamental elements of the two videos: through a restructuring of the visual and sound materials of the performance in 4 ‘and 11″ the protagonist makes a sort of journey through memory and time starting from the suggestions offered by some sentences extrapolated from the Ulysses of Joyce that, transformed by Ferruccio Ascari in writings of light, go through the scene like lightings.[/read]

click here for interview by Marco Marcon

Quiescente Obliqua. Dance performance, mixed media, Palazzo del Governatore, Parma, 2015 [PE0019]
Pictures by Donata Clovis

Quiescente Obliqua II. 04’12”, 2015 (teaser 01’14”)

1983 Notturna

×    

19
83

Notturna

In Volterra, the fifteenth-century cloister of then Pinacoteca serves as a closed domain, perfectly self-contained in its classical proportions.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Across this space passes the body of a dancer (Gastavo Frigerio once more) exploring the space, conforming and reacting to a series of luminous marks and drawings laid down by the artist. As in the Villa Ponti event, the architectural features of the setting are emphasised and then anihilated through the imposition of illusory perspectives. The sound accompaniment delineates a second domain lying below the visible setting – an unseen subterranean realm exerting an influence on the dancer which he is unable to resist. The centre of the cloister coartyard, flooded with water, serves as a reflecting mirror which multiplies the luminous traces, distorting and disarticulating the flow of events: the dancer’s body interacting with the reflecting surface to the point of merging with its reflected image. Thus the mobile language of the body, an element of change and mutability, combines with the static structure of the setting, subverting and transforming it. The body preserves its being through a process of change and, in moving, opens up a void in front of itself, the void of its own profile, strewing the signs of its passing and recognition. What is offered is an image of time marked out by the body, as opposed to the absolute immobile time of the fixed drawings, the statis of rule-bound structure. The seemingly absolute authority of the current state of affairs is revealed as contingent, by no means eternal, established historically and therefore somethings witch may be dis-established.[/read]

Notturna. Environmental and sound installation / dance-performance, Volterra, Pinacoteca, 1983 [PE0014]

2015 Quiescente Obliqua I

×    

20
15

Quiescente
Obliqua
2015

I due video – “Q.O.1” e “Q.O.2” – sono stati realizzati da Ferruccio Ascari a partire dai materiali visivi e sonori della installazione/dance-performance Quiescente Obliqua 1981-2015[read more=”Read More”less=”Read Less”]presentata in occasione della mostra Luce: Scienza Cinema Arte promossa dall’Università di Parma per il 2015, proclamato dall’UNESCO Anno Internazionale della Luce. Quiescente Obliqua fu presentata per la prima volta alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel gennaio del 1981. Elemento fondante di quest’opera, esemplare del clima di ricerca di quegli anni, l’interazione tra diversi piani linguistici attraverso l’attivazione di una fitta trama di rapporti tra movimento corporeo, luce, suono, spazio. Come allora, in questa nuova versione è in scena Gustavo Frigerio: il suo corpo in danza, la sua voce animano la partitura/architettura di segni luminosi realizzata da Ferruccio Ascari attraverso la proiezione nello spazio di una serie di vetrofanie che ‘costruiscono’ un ambiente virtuale: gli elementi visivi si intrecciano alla suggestione delle emissioni vocali e della traccia sonora prodotta, per questa specifica occasione dal compositore Nicola Ratti. Questi sono anche gli elementi costitutivi dei due video: attraverso una ricomposizione dei materiali visivi e sonori della performance nei 4′ e 11”’di durata il protagonista compie una sorta di viaggio nella memoria e nel tempo a partire dalle suggestioni offerte da alcune frasi estrapolate dall’Ulisse di Joyce che, trasformate da Ferruccio Ascari in scritture di luce, come lampi attraversano la scena.[/read]

Intervista a Ferruccio Ascari di Marco Marcon cliccando qui

 

Quiescente Obliqua. Dance performance, mixed media, Palazzo del Governatore, Parma, 2015 [PE0019]
Fotografie di Donata Clovis

Quiescente Obliqua II. 04’12”, 2015 (teaser 01’14”)

1983 Notturna

×    

19
83

Notturna

A Volterra, il chiostro del quattrocentesco palazzo della Pinacoteca veniva assunto nella sua qualità di spazio chiuso, finito nelle sue perfette, classiche proporzioni,[read more=”Read More”less=”Read Less”]che il corpo curioso di un danzatore (di nuovo Gustavo Frigerio) indagava seguendo e contraddicendo un tracciato di segni/disegni luminosi predisposti dall’artista. Come a Villa Ponti alcuni elementi dell’architettura venivano enfatizzati e insieme azzerati attraverso sfondamenti prospettici di tipo illusionistico.
Il suono proveniente dalle griglie disposte lungo l’impiantito del chiostro indicava, oltre a quello visibile, uno spazio ulteriore, quello del sottosuolo e attraverso una serie di spostamenti il flusso sonoro disegnava un invisibile percorso sotterraneo alla cui forza d’attrazione il danzatore non poteva sottrarsi. L’impluvium del chiostro, allagato, si trasformava in specchio riflettente che moltiplicava i segni luminosi di-sarticolandone, per distorsione, la trama: il corpo danzante interagiva con l’acqua specchiante, ne scomponeva attraverso il movimento la levigata superficie fino a confondersi con essa.
Ecco dunque, che la mobile lingua del corpo, come fattore di mutamento, si coniuga, qui, con quella statica e immutabile del disegno, sovvertendone le strutture. Il corpo si conserva trasformandosi e nel suo muoversi apre il vuoto davanti a se, il vuoto della propria figura, e semina i segni del proprio passaggio e del proprio riconoscimento. È, dunque, il farsi presente del tempo attraverso il corpo, in opposizione al tempo assoluto, immobile dell’immagine, del disegno ossia della regola.[/read]

Notturna. Installazione ambientale e sonora/dance-performance, Volterra, Pinacoteca, 1983 [PE0014]