1994 Asana Braille

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94

Asana
Braille

Asana. China su carta braille, 26×34 cm, 1994 [DG0064]

Asana. China su carta braille, 26×34 cm, 1994 [DG0065]
Asana. China su carta braille, 26×23 cm, 1994 [DG0060]
Asana. China su carta braille, 26×34 cm, 1994 [DG0063]

2009 respiro

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09

Respiro

Le sculture e le installazioni di questo periodo sono affiancate da opere su carta, spesso di grandi dimensioni: benché riprendano questioni che attraversano tutto il lavoro dell’artista,[read more=”Read More”less=”Read Less”]alcuni di questi lavori ci accostano più intimamente alla sua sfera personale, quasi alla sua fisicità. Si può parlare di una vicinanza, di una prossimità che si espone allo sguardo, in un ciclo di lavori intitolati Respiro. I grandi fogli di carta allineati su registri sovrapposti sono attraversati da fasci di linee sinuose che sfuggono verso i margini. Chi guarda è attratto dalla loro sottigliezza e insieme dalla loro evidenza, che fa ingannevolmente pensare a sottili filamenti, a capelli applicati sulla carta. Il segno è in realtà ottenuto con l’inchiostro, ma – come spiega l’artista -tale risultato è possibile solo attraverso una particolare disposizione fisica e mentale: “Per produrre questo segno è necessario un gesto compiuto con un pennello speciale, a setole lunghe, intinto nell’inchiostro. L’inchiostro che le setole trattengono viene scaricato con un gesto ampio, fluido, continuo. È importante il respiro: l’espirazione accompagna tutto il tragitto del segno sulla carta e l’aria contenuta nei polmoni viene scaricata in sincronia con lo scaricarsi dell’inchiostro di cui le setole sono imbevute. Le linee che attraversano il foglio hanno un loro andamento. Quelle modulazioni possono essere assimilate a quelle di un sismografo: la punta del pennello registra uno stato interiore come il pennino del sismografo registra i movimenti tellurici o quello dell’encefalogramma l’attività cerebrale”. È il respiro, dunque, il suo ritmo, che determina il movimento fluido delle linee che attraversano i fogli.[/read]

Respiro. Inchiostro su carta, 6 fogli, 66×101 cm cad., 2009 [D0391]

Respiro. Inchiostro su carta, 6 fogli, 66×101 cm cad., 2009 [D0392]

Respiro. Inchiostro su carta, 6 fogli, 66×101 cm cad., 2009 [D0393]

2007 Omphalos – scultura

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Omphalos II

Attorno all’idea di centro come origine, luogo da cui dipartono infinite direzioni, o come fuga verso un punto infinitesimale, ruotano la scultura in ferro Omphalos,[read more=”Read More”less=”Read Less”]una serie di disegni a inchiostro con il medesimo titolo e La freccia che colpisce il bersaglio vola per sempre, scultura in terracotta bianca i cui quattro elementi sono a loro volta costituiti da una serie di sottoelementi concentrici digradanti verso l’interno a formare una sorta di vortice visivo. Omphalos è un termine appartenente ai greco antico che vuoi dire “ombelico”, ma anche “cordone ombelicale”, “centro della Terra”. L’omphalos è il centro del corpo umano, ma è anche, significativamente, una cicatrice che testimonia del momento in cui siamo stati separati dal corpo materno che ci ha ospitati e generati; esso è la traccia tangibile di una separazione, ma anche della conquista di una vita autonoma. li richiamo ai molti significati di questa parola è presente in due sculture, una in ferro e una in grafite, e nei disegni a esse correlati. Nelle sculture il movimento di espansione che si diparte dal centro trova, necessariamente, un suo limite nei confini dell’oggetto, mentre nei disegni le linee che si irradiano dal centro suggeriscono un movimento tendenzialmente infinito. Anche in questi lavori non è tanto il “naturale”, il vivente che viene rappresentato. Come sostiene l’artista in un suo scritto, si tratta piuttosto di “fare come la natura, come è tipico del processo aichemico. L’alchimista è colui che si propone non di ri-produrre in laboratorio un fenomeno naturale, ma di produrre processi di trasmutazione secondo i modi della natura, sintonizzandosi anima e corpo con il suo modo di procedere”.[/read]

Onphalos. Ferro, 24x60x58 cm, 2007 [S0022]

2006 Omphalos – disegni

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Omphalos I

Attorno all’idea di centro come origine, luogo da cui dipartono infinite direzioni, o come fuga verso un punto infinitesimale, ruotano la scultura in ferro Omphalos,[read more=”Read More”less=”Read Less”]una serie di disegni a inchiostro con il medesimo titolo e La freccia che colpisce il bersaglio vola per sempre, scultura in terracotta bianca i cui quattro elementi sono a loro volta costituiti da una serie di sottoelementi concentrici digradanti verso l’interno a formare una sorta di vortice visivo. Omphalos è un termine appartenente ai greco antico che vuoi dire “ombelico”, ma anche “cordone ombelicale”, “centro della Terra”. L’omphalos è il centro del corpo umano, ma è anche, significativamente, una cicatrice che testimonia del momento in cui siamo stati separati dal corpo materno che ci ha ospitati e generati; esso è la traccia tangibile di una separazione, ma anche della conquista di una vita autonoma. li richiamo ai molti significati di questa parola è presente in due sculture, una in ferro e una in grafite, e nei disegni a esse correlati. Nelle sculture il movimento di espansione che si diparte dal centro trova, necessariamente, un suo limite nei confini dell’oggetto, mentre nei disegni le linee che si irradiano dal centro suggeriscono un movimento tendenzialmente infinito. Anche in questi lavori non è tanto il “naturale”, il vivente che viene rappresentato. Come sostiene l’artista in un suo scritto, si tratta piuttosto di “fare come la natura, come è tipico del processo aichemico. L’alchimista è colui che si propone non di ri-produrre in laboratorio un fenomeno naturale, ma di produrre processi di trasmutazione secondo i modi della natura, sintonizzandosi anima e corpo con il suo modo di procedere”.[/read]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0042]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0047]

Omphalos. Inchiostro su carta braille, 51×34 cm, 2006/2007 [D0122]

Omphalos. Inchiostro su carta braille, 51×34 cm, 2006/2007 [D0123]

Omphalos. Inchiostro su carta, 3 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0039]

Omphalos. Inchiostro su carta, 2 fogli 66×102 cm cad., 2006/2007 [D0040]

2003 Corpi Celesti I

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03

Corpi
Celesti I

È interessante osservare come alcune questioni presenti nel lavoro di Ascari riaffiorino a distanza di anni, quasi a riprendere il filo di un discorso che non si interrompe,[read more=”Read More”less=”Read Less”]ma come una vena sotterranea riemerge assumendo forme ogni volta diverse. É ciò che accade nel ciclo Corpi celesti, che comprende una serie di opere su carta del 2006 e un’Installazione del 2012. Così come nella ripresa di un’installazione sonora del 1978, Vibractions, oggi riproposta in una nuova versione che tuttavia mantiene inalterato l’impianto concettuale della precedente. il ciclo Corpi celesti nasce da una questione – la forza che tiene assieme le cose o le respinge – che è il nucleo concettuale di molti altri lavori dell’artista. Una questione che rimane aperta, assume ogni volta configurazioni diverse, ogni volta può essere reinterpretata in relazione al linguaggio e ai diversi materiali adottati. Nelle opere su carta, realizzate a nerofumo o curcuma, una forza centrifuga invisibile sottrae peso ai corpi che vagano nello spazio vuoto del foglio. Ancora una volta, il vuoto è uno spazio latente reso “attivo” da ciò che lo attraversa, è fattore generativo sia sul piano temporale che spaziale.[/read]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 12 fogli 50×75 cm cad., 2003/2012 [D0348]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 6 fogli 70×100 cm cad., 2003/2012 [D0054]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 50×70 cm, 2003/2012 [D0349]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 50×75 cm, 2003/2012 [D0350]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0085]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 21,5×29 cm, 2003/2012 [D0366]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 21,5×29 cm, 2003/2012 [D0367]

Corpi Celesti. Grafite su carta braille, 25,5×34 cm, 2003/2012 [D0077]

Corpi Celesti. Grafite e penna e su foglio a quadretti, 18,5×14 cm, 2003/2012 [D0076]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0086]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0084]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0087]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0083]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 75×100 cm, 2003/2012 [D0082]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta giallina, 6 fogli 70×100 cm cad, 2003/2012 [D0053]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0113]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0111]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0115]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0117]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0118]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 70×100 cm, 2003/2012 [D0088]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0114]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0112]

Corpi Celesti. Nerofumo su carta, 79×107 cm, 2003/2012 [D0116]

orpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0078]

Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0079]

Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0080]

Corpi Celesti. Grafite su carta, 35×50 cm, 2003/2012 [D0081]

2001 L’ordine dura un istante III

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01

L’Ordine Dura
Un Istante III

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, particolare, 2001 [TR0006]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, 280×140 cm, 2001 [TR0001]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, 280×100 cm, 2001 [TR0019]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, 280×100 cm, 2001 [TR0020]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, 280×100 cm, 2001 [TR0021]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta paglia traforata, 280×100 cm, 2001 [TR0022]

2001 L’ordine Dura Un Istante II

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01

L’Ordine Dura
Un Istante II

Nel ciclo di lavori contrassegnati dal titolo L’Ordine Dura Un Istante, comprendente una serie di grandi carte bianche traforate e di guazzi,[read more=”Read More”less=”Read Less”]l’elemento generativo si intreccia con la ricerca di una forma che lo contenga, dandogli un ordine. Lo strumento usato in questo caso dall’artista è il bisturi: riprendendo un gioco tipico dell’infanzia, egli interviene su grandi fogli piegati a metà, ritagliando nella carta con la precisione che solo la lama affilata garantisce, sequenze figurali che si sviluppano a partire da una “cellula formale iniziale” – come la definisce l’artista – che sembra essere assecondata nella sua volontà di espandersi. L’impressione di specularità che ne deriva è però solo apparente. A uno sguardo più attento si rivela come un sottile inganno: la simmetria delle due parti viene contraddetta da “cellule formali anomale” che rompono l’ordinato dispiegarsi delle sequenze figurali introducendo un elemento di disordine. L’inatteso si insinua nelle trame ordinate della simmetria dando origine ad intrecci complessi e non prevedibili. Il rigore dell’ordine simmetrico, nella sua immutabilità, è superato da una vitalità che esso, letteralmente, non riesce a contenere.[/read]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0011]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0016]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0014]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0015]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 140×100 cm, 2001/2006 [TR0017]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0018]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0009]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0010]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0012]

L’Ordine Dura Un Istante. Carta bianca traforata, 200×140 cm, 2001/2006 [TR0013]

1999 Cenere

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Cenere

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0070]

Cenere. Particolari, 1999 [TMC0070]

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0069]

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0071]

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0073]

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0072]

Cenere. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0081]

Cenere. Particolari, 1999 [TMC0072]

Cenere. Particolari, 1999 [TMC0071]

1999 Asana Cenere

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Asana
Cenere

Asana. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0075]

Asana. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0076]

Asana. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0077]

Asana. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0078]

Asana. Cenere su carta, 70×100 cm, 1999 [TMC0079]