2016 Muri

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Muri
[Video]

The video, like two others belonging to an earlier period – Promethèus and Artisti contro il nucleare (Artists against nuclear power) – conveys a strong political message,[read more=”Read More”less=”Read Less”]starting with the title that alludes to a precise phase of recent history: the one marked by the migratory movements of populations victimized by war or inhumane living conditions towards the European nations and elsewhere.
The wall is what separates, blocks the view of what happens every day in silence, in the midst a general lack of attention: deaths on the workplace, wretched lives, without the possibility of escape, that obscure the image of progress and efficiency of an era that is actually incapable of imagining and designing the future. The structure of the video itself, the purely visual plane, conveys these reflections: the obstacle to viewing is that of worksite barriers with holes at many points. Through each of these small openings one can glimpse for an instant a series of catastrophic events whose tragic impact, precisely through repetition, is canceled out, producing inurement instead of rebellion. An obsessive repetition that returns in the soundtrack that accompanies the video: a soundscape that evokes the construction site, the factory, the repetitive nature of industrial work.[/read]

Muri, 02’39”, 2016 (teaser 0’28”)

2016 Falso Allarme

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Falso
Allarme

[Video]

The video is a sort of camera obscura, where through a hole, which is simply our eye, a sequence of images unfolds at a dizzying pace.[read more=”Read More”less=”Read Less”]They are images captured in motion from the window of a speeding train – our life? – that catch only fragments of a view deprived of its completeness. The soundtrack, which as always in this cycle of videos by Ferruccio Ascari is not a secondary element, contributes to suggest the idea of a flight that seems to have no precise destination or aim. The only element shared by these flowing images is the speed with which they appear on our visual horizon and then vanish.[/read]

Falso Allarme, 02’43”, 2016 (teaser 0’33”)

2002 Vayu

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Vayu

(english version coming soon)

Vayu è l’elemento Aria. Di natura erratica, la qualità che lo caratterizza è quella del movimento. Grigiazzurro il suo colore. L’esagono la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Anahata è il suo chakra, il centro del cuore. Il suo mantra è YAM. Quello del tatto il senso ad esso corrispondente. Le mani, la pelle, tutto il sistema dei muscoli sono governati da Vayu. L’area che va da dal cuore al centro tra le sopracciglia è quella su cui si concentra, in Tattwashuddhi, l’attenzione del praticante. Coscienza, intelligenza, memoria sono di sua pertinenza nella sfera della psiche e della mente. Vigyanamayakosha è il suo kosha, corpo di conoscenza. Il suo soffio vitale è Udana, corrente pranica la cui energia opera nella regione del collo e del capo. Maha Loka il suo dominio, piano a cui accede il perfetto. Il Nord è il suo punto cardinale.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.[/read]

Vayu. Fresco on wall, 270×300 cm 2002 [TW0004]

Vayu. Details, 2002 [TW0004]

2002 Akasha

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Akasha

(english version coming soon)

Akasha è l’Elemento Etere. Di natura composita, la qualità che lo caratterizza è la pervasività. Il suo colore è l’insieme di tutti i colori. Il cerchio la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Suo chakra è Vishuddi localizzabile in corrispondenza del plesso cervicale. Il suo mantra è HAM. L’udito il senso da quest’Elemento governato. Quello delle emozioni è l’ambito cui esso sovrintende. Presiede inoltre al funzionamento delle corde vocali e delle orecchie. L’area che va dal centro fra le sopracciglie all’apice della calotta cranica è quella sulla quale è orientata l’attenzione del praticante durante Tattwashuddhi. Prajna – conoscenza metafisica – è facoltà da Akasha governata. Anandamayakosha è il suo ‘corpo’ – coro di beatitudine e di coscienza sovramentale -. Vyana è il suo soffio vitale, corrente pranica la cui energia pervade l’intero essere. Esso non sottostà ad alcuna direzione indicata dalla Rosa dei Venti.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.[/read]

Akasha. Fresco transferred to canvas, 2002 [TW0004]

Akasha. Details, 2002 [TW0004]

1997 Agni

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Agni

(english version coming soon)

Agni è l’Elemento Fuoco. Calore ed espansione caratterizzano la sua natura. Suo colore è il rosso. Il triangolo la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Manipura è il suo chakra, localizzabile in corrispondenza dell’ombelico. Il suo mantra è RAM. Il senso governato da quest’Elemento è la vista. La fame, la sete, il sonno sono funzioni corporali presiedute da Agni che governa anche i piedi e gli occhi. L’area che va dall’ombelico al cuore è quella sulla quale si dirige l’attenzione del praticante in Tattwashuddhi. Manasa – la mente, il ‘senso interno’ – è la sfera retta da Agni. Il suo ‘corpo’ è Manomayakosha – corpo mentale. Samana è il suo soffio vitale, la corrente pranica circolante nella parte centrale del corpo che facilita processi di assimilazione. Swar Loka, il cielo, il suo dominio. Il Sud il suo punto cardinale.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.
In India – dove periodicamente soggiorno per lo studio e la pratica dello yoga – ho eseguito il terzo Tattwa, Agni, fuoco.[/read]

Tattwa, Agni. 5 stampe fotografiche con vetro 21×21 cm cad., fotografie 15×10, 1997 [TW0026]

1995 Prithvi

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Prithvi

(english version coming soon)

Prithvi è l’elemento Terra. Sue qualità sono la pesantezza e al forza di coesione. Giallo il suo colore. Il quadrato la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Il chakra corrispondente a questo elemento è Muladhara, localizzabile nel corpo maschile nel perineo, in quello femminile nella cervice. I suo mantra è LAM. L’odorato è il senso da esso governato. Pelle, naso, vasi sanguigni, ossa, ano sono in relazione con Prithvi. La parte inferiore del corpo, dalle dita dei piedi sino alle ginocchia, è quella su cui è rivolta l’attenzione del praticante durante Tattwashuddhi. Prithvi sovrintende alla alla sfera dell’ego, alla coscienza di sé. Annamayakosha – corpo fisico – è il suo corpo. Apana è il suo soffio vitale – corrente pranica operante nella regione addominale – che presiede alle funzioni riproduttive ed escretorie. Bhu Loka – piano della terrestrità – è il suo dominio. L’Est il suo punto cardinanle.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.
A Verona è stato eseguito il primo affresco, Prithvi, terra.[/read]

Tattwa, Prithvi. photographs, negatives, and slides, 1995 [TW0004]

1996 Apas

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Apas

(english version coming soon)

Apas è l’Elemento Acqua. Di natura fredda, qualità sua propria è la fluidità. Bianco il suo colore. Quella della luna crescente la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Swadhisthana il suo chakra – localizzabile in corrispondenza degli organi genitali -. Il suo mantra è VAM. Il senso governato da quest’Elemento è il gusto. Apas presiede allo scorrere nel corpo di tutti i fluidi, al funzionamento degli organi riproduttori, all’attività della lingua. L’area che va dalle ginocchia all’ombelico è quella sulla quale si orienta l’attenzione del praticante durante Tattwashuddhi. Apas governa la sfera dell’intelletto, della capacità di discriminare – buddhi -. Pranamayakosha è il suo ‘corpo’ – corpo d’energia -. Prana Vayu è il suo soffio vitale, la corrente pranica ascendente che opera nella regione toracica. Bhuvar Loka – piano intermedio tra la terra e il cielo – il suo dominio. L’Ovest il suo punto cardinale.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.[/read]

Tattwa, Apas. Photographs by Monique Jacot. 11 photographs 40×30 cm each, 1996 [TW0027 a-m]

1987 Invisible cities

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Invisible
Cities

Invisible Cities. Cliché verre, 30 pictures 40×30,5 cm cad., 1987 [FT0010]

1978 Mano Armonica

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Mano
Armonica

Music score written on the hand fingers—executed for the first time in Milan in 1978 as part of the installation/performance Vibractions, versions of this work were presented through 2012 in a series of environmental and sound installations among which Vibractions 2012 and Casa Anatta [Non Io].

Mano Armonica. 25 Photographic Prints, 12.6 x 17.7 cm each, 1978 [FT0002d]