2012 cinque stanze sensibili

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Cinque Stanze
Sensibili

In Cinque stanze sensibili (Five Sensitive Rooms), we can see a return to earlier questions that are still open, available to interpretation in different forms and materials, in keeping with the characteristic methods of his operation.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Cinque stanze sensibill is composed of five wooden parallelepipeds, hollow with a quadrangular base, vertically stacked; on each side there is a small door that offers a glimpse of the space inside. Each of them alludes to five elements: from the earth, that of the base, to the aether, at the top. The work is part of a more complex project on which the artist has worked for years, which includes drawings, sculptures, a theater piece and an architectural design. The latter calls for the construction of five meditation rooms. Each room has a single window whose geometric form (square, crescent moon, triangle, hexagon, circle) corresponds to one of the five elements. The color of each glazing is part of a range of correspondences correlated with each form. In the invention of this work, Ferruccio Ascari was inspired by one of the great traditions of ancient Indian thought, Samkhya, the philosophy that forms the foundations of Yoga. This is a woridview that has emerged in all his works of the last few decades: “Forms yearn to be, they seem to be driven by the desire to come into the light – Ascari explains – and I never cease to be amazed in the face of the secret that is harbored inside each of them. What does a form want by assuming the form it assumes? There are phases in which the fundamental impulse urges it to occupy a space, to expand in every possible direction; in others, an opposing desire, to be reabsorbed, seems to prevail. It is a dialectic movement of acceleration-deceleration, expansion-contraction, as happens with the tides, or with breathing that happens in the binary rhythm of inhalation-exhalation.” The incessant transmutation that is the fundamental principle the forms seem to obey is simply one aspect of that energy that pervades the cosmos in an eternal alternation of death and birth. In this perspective, standing up against the less of “difference” and the annihilation of social space that seem to prevail in the contemporary world – with their burden of anonymity and solitude and the loss of sense that accompanies an incessant production of images and imposition of lifestyles – the work of the artist can ultimately be seen as a form of silent but radical opposition to the spirit of the times.[/read]

Cinque Stanze Sensibili. Wood, 25x15x250 cm, 2012 [TW0028]

Cinque Stanze Sensibili. Architectural project, 25x15x250 cm, 2012

2002 Akasha

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Akasha

(english version coming soon)

Akasha è l’Elemento Etere. Di natura composita, la qualità che lo caratterizza è la pervasività. Il suo colore è l’insieme di tutti i colori. Il cerchio la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Suo chakra è Vishuddi localizzabile in corrispondenza del plesso cervicale. Il suo mantra è HAM. L’udito il senso da quest’Elemento governato. Quello delle emozioni è l’ambito cui esso sovrintende. Presiede inoltre al funzionamento delle corde vocali e delle orecchie. L’area che va dal centro fra le sopracciglie all’apice della calotta cranica è quella sulla quale è orientata l’attenzione del praticante durante Tattwashuddhi. Prajna – conoscenza metafisica – è facoltà da Akasha governata. Anandamayakosha è il suo ‘corpo’ – coro di beatitudine e di coscienza sovramentale -. Vyana è il suo soffio vitale, corrente pranica la cui energia pervade l’intero essere. Esso non sottostà ad alcuna direzione indicata dalla Rosa dei Venti.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.[/read]

Akasha. Fresco transferred to canvas, 2002 [TW0004]

Akasha. Details, 2002 [TW0004]

2002 Vayu

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Vayu

(english version coming soon)

Vayu è l’elemento Aria. Di natura erratica, la qualità che lo caratterizza è quella del movimento. Grigiazzurro il suo colore. L’esagono la forma che gli attiene.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Anahata è il suo chakra, il centro del cuore. Il suo mantra è YAM. Quello del tatto il senso ad esso corrispondente. Le mani, la pelle, tutto il sistema dei muscoli sono governati da Vayu. L’area che va da dal cuore al centro tra le sopracciglia è quella su cui si concentra, in Tattwashuddhi, l’attenzione del praticante. Coscienza, intelligenza, memoria sono di sua pertinenza nella sfera della psiche e della mente. Vigyanamayakosha è il suo kosha, corpo di conoscenza. Il suo soffio vitale è Udana, corrente pranica la cui energia opera nella regione del collo e del capo. Maha Loka il suo dominio, piano a cui accede il perfetto. Il Nord è il suo punto cardinale.
Tattwa è anche un cammino, un percorso: ogni opera individua una tappa all’interno di esso.[/read]

Vayu. Fresco on wall, 270×300 cm 2002 [TW0004]

Vayu. Details, 2002 [TW0004]

1995 Tattwa Maquette

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Tattwa
Maquette

(english version coming soon)

Tattwa è parola sanscrita traducibile con “ essenza” , “elemento”. Indica ciò che fa sì che una cosa sia proprio quella e non un’altra: ovvero la natura sua più intima.[read more=”Read More”less=”Read Less”]Quella tantrica, come altre tradizioni, contempla oltre agli elementi Terra, Acqua, Fuoco, Aria, l’elemento Etere. È a questa tradizione di pensiero e di vita che io faccio riferimento.
In relazione ai cinque elementi come costituenti primi d’ogni cosa, del cosmo, ho concepito un ciclo di lavori iniziati nel 1995, un ciclo che non considero ancora esaurito.
In sanscrito i nomi dei cinque tattwa, i cinque elementi, sono rispettivamente: Prithvi, Apas, Agni,Vayu e Akasha
Ogni opera, all’interno di questo ciclo, rimanda ad un elemento in particolare. Ciascun elemento è luogo di corrispondenze: rimanda ad un colore, ad un suono, ad una figura geometrica, ad un’area del corpo, a una qualita della mente, ad uno dei cinque sensi, ad un punto cardinale.
La natura di tali opere è varia: spazia dall’affresco – per ognuno dei tattwa ne è stato realizzato uno, in luoghi sempre diversi – ad interventi che potrebbero essere definiti di land art, alla progettazione di cinque ambienti per la meditazione.
I cinque affreschi sono Yantra, supporti di meditazione: essi indicano un orizzonte che va oltre la pittura, forse oltre l’arte stessa.
I cinque ambienti, di cui ho progettato due varianti, sono Yantra tridimensionali fatti di spazio e di luce.
In essi ogni elemento – l’orientamento spaziale, la qualità dei materiali, il colore, la luce – risponde alla funzione per la quale sono stati concepiti.
L’ultimo lavoro in ordine di tempo è un progetto di tipo architettonico.
Si tratta di cinque ambienti per la meditazione, uno per ogni Tattwa.
Ogni stanza riceve luce da una vetrata la cui forma geometrica e il cui colore sono quelli dettati dalla tradizione tantrica.
Ferruccio Ascari[/read]

TW0004 – Tattwa. Maquette, 1995

1990 Spirale

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Spirale

Spirale. Environmental installation project, mixed technique on paper, 1990 [FT0028]

1977 porta solare

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Porta
Solare

(english version coming soon)

Porta Solare, che nella realtà avrebbe dovuto essere di dimensioni imponenti, è stata concepita per essere collocata in un luogo deserto[read more=”Read More”less=”Read Less”]e di dimensioni e altezza tali da essere visibile anche da molto lontano. Nelle intenzioni dell’artista si sarebbe trattato di una soglia, un segno che indicava un confine immaginario tra due territori in apparenza indistinguibili. Il progetto prevedeva inoltre che la porta emettesse, grazie a un congegno ad energia solare collocato al suo interno, un suono continuo in relazione all’intensità della luce: un sibilo sottile alle prime luci dell’alba avrebbe raggiunto l’apice allo zenit per poi digradare lentamente in relazione allo scorrere delle ore sino al silenzio notturno.[/read]

Porta Solare. Project of copper sound sculpture, 1977 [S0013]