2018 Mantra

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Mantra

Ferruccio Ascari torna qui ad utilizzare la tecnica dell’affresco riportato su tela, caratteristica dei suoi lavori di pittura. Con un elemento di novità: il segno di scrittura, in precedenza episodico all’interno della tessitura delle sue opere, diviene protagonista assoluto di questo lavoro che è anche un testo.[read more=”Read More”less=”Read Less”]La gamma cromatica si riduce a due soli colori, il verde scurissimo, quasi nero, del fondo e l’oro delle parole che compongono il testo che si snoda in ventisette tele disposte in modo non lineare con un andamento che ricorda una partitura musicale. Un testo a prima vista indecifrabile che, come recita il titolo, è il frammento di un mantra appartenente alla tradizione vedica. Un testo che si pone come una soglia da superare, un enigma da sciogliere perché si schiuda il suo contenuto di verità. Mantra s’inscrive in un ciclo di opere, cui l’artista lavora dal 2017. Tutte si situano all’interno di un medesimo orizzonte: una tensione spirituale, un’interrogazione sul senso del nostro stare al mondo in una fase storica di radicali trasformazioni. Il senso di queste opere, che fanno riferimento a tradizioni spirituali diverse, sta nella ricerca di un fondamento comune capace di preservarci dall’odio e dall’intolleranza. Il messaggio contenuto in Mantra va in questa direzione, ma non solo. Le scelte formali operate dall’artista sono di per sé una dichiarazione d’intenti: la drastica riduzione degli elementi figurali, il fondo aureo, fanno di quest’opera un oggetto di meditazione in chiave tutta contemporanea, con un implicito rimando – passando per Malevich e il suo Quadrato nero – all’icona, al suo significato teologico oltre che artistico, al suo essere una ’presenza’ e non una semplice rappresentazione.
[BIAS 2018 – Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Sacra delle Religioni e Credenze dell’Umanità (Padiglione Filosofico) | MUSEO RISO Cappella dell’Incoronazione, Palermo][/read]

Mantra. Affresco riportato su tela, oro e ferro, 27 tele, 30×40 cm cad., 2018

2012 Corpi Celesti IV

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Corpi
Celesti IV

È interessante osservare come alcune questioni presenti nel lavoro di Ascari riaffiorino a distanza di anni, quasi a riprendere il filo di un discorso che non si interrompe,[read more=”Read More”less=”Read Less”]ma come una vena sotterranea riemerge assumendo forme ogni volta diverse. É ciò che accade nel ciclo Corpi celesti, che comprende una serie di opere su carta del 2006 e un’Installazione del 2012. Così come nella ripresa di un’installazione sonora del 1978, Vibractions, oggi riproposta in una nuova versione che tuttavia mantiene inalterato l’impianto concettuale della precedente. il ciclo Corpi celesti nasce da una questione – la forza che tiene assieme le cose o le respinge – che è il nucleo concettuale di molti altri lavori dell’artista. Una questione che rimane aperta, assume ogni volta configurazioni diverse, ogni volta può essere reinterpretata in relazione al linguaggio e ai diversi materiali adottati. Nelle opere su carta, realizzate a nerofumo o curcuma, una forza centrifuga invisibile sottrae peso ai corpi che vagano nello spazio vuoto del foglio. Ancora una volta, il vuoto è uno spazio latente reso “attivo” da ciò che lo attraversa, è fattore generativo sia sul piano temporale che spaziale.[/read]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0006]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0001]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0004]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0002]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0005]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 75×106 cm, 2006-2012 [TL0003]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 25×37 cm, 2006-2012 [TL0028]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 38x52cm, 2006-2012 [TL0031]

Corpi Celesti. Nerofumo su tela preparata, 37×50 cm, 2006-2012 [TL0050]